RASSEGNA 2017

Il Classico

  • Un classico è uno specchio essenziale: riflette l’anima di tutti i tempi che attraversa

È il “duro desiderio di durare” a interrogarci dalla poltrona di Tolstoj, tramutato in appassionante insopprimibile evergreen.
La novità che rimane sempre nuova parla di noi.
Ogni trascorso è un ritorno dai riflessi permanenti.
La statua slavata dal tempo mostra intatto lo splendore dell’immobile perfezione, modello del chi siamo in eterno movimento.
Il romanzo ci legge, la musica ci ascolta, il film ci guarda.
Edipo discute con la Sfinge e l’enigma si ritrova canzone da hit parade.

Philippe Daverio

Lunedì 23 Gennaio
Teatro Filarmonico – ore 21

Philippe Daverio

Serata

La Venere di Milo e altre Veneri

Afrodite riemersa a Parigi si avvolge in un’invisibile abbraccio e riappare seduta nel Violon d’Ingres.
Simonetta Vespucci atteggiata a Primavera sfida in bestseller il sorriso dell’ineffabile.
Seduzioni olimpiche dell’edonismo viennese – Danae, perché non parli?
Il silenzio richiama dall’eternità il suo tocco sovrumano.
La grande odalisque e les demoiselles d’Avignon convengono che l’unico scandalo è l’oblio.

Dialoga:
Alessandra Zecchini

Bio

Istrionico, intuitivo, di grande cultura e personalità, è il più estroso e originale storico e critico d’arte, con una capacità di connessione tra i diversi ambiti culturali senza eguali nel panorama contemporaneo.
Nato a Mulhouse, in Alsazia, consegue il baccalaureato francese e compie gli studi universitari alla Bocconi. Mercante d’arte, fonda e dirige importanti gallerie a Milano e New York ed è editore di libri di critica e documentazione artistica.
Assessore alla cultura e alle relazioni internazionali del Comune di Milano dal 1993 al 1997 promuove mostre di grande successo.
Collaboratore di numerose riviste, direttore di Art e dossier, scrive per il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni: Arte stupefacente: da Dada alla Cracking art; Il design nato a Milano: storia di ragazzi di buona famiglia; Il secolo lungo della modernità; Guardar lontano Veder vicino; Il secolo spezzato delle avanguardie; Il gioco della pittura. Nel 2016 pubblica Le stanze dell’armonia. Nei musei dove l’Europa era già unita.
Dopo esser stato inviato della trasmissione Art’è e conduttore di Art.tu, per dieci anni su Rai3 è ideatore e conduttore della trasmissione Passepartout, brillante format di successo sull’arte, la storia e l’antropologia culturale. Nel 2011 ha condotto Emporio Daverio su Rai5, nel 2012 su Rai3 Il Capitale di Philippe Daverio.
Docente di Disegno Industriale all’università di Firenze, nel 2011 ha fondato il movimento d’opinione “Save Italy”, per sensibilizzare alla tutela del patrimonio culturale italiano. È direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.

Gino Paoli

Lunedì 20 Febbraio
Teatro Filarmonico – ore 21

Gino Paoli

Serata

IL CIELO IN UNA STANZA

(dialogo-concerto)

Un palpito senza fine rende dolce il sapore del sale.
La gatta sul tetto scopre che il cielo è la sua stanza.
Nasce la canzone d’autore, nella ricreazione della scuola genovese.
Giri armonici perlustrano l’essenza del sentimento.
Una lunga storia d’amore.
Il ricordo sorprende il presente in ascolto, ed è ancora domani.

Ospite d’onore:
Danilo Rea – pianoforte

Dialoga:
Enrico de Angelis

Bio

Primo interprete della canzone d’autore, con gli amici della Scuola genovese dà vita a una nuova forma d’arte, coniugando la parola poetica alla musica.
Dopo aver formato una band con Luigi Tenco e Bruno Lauzi, incide i primi dischi per Ricordi, tra cui nel 1959 Sassi e nel 1960 La gatta (all’inizio poco notata, vende solo un centinaio di copie). Attira l’attenzione di Mogol, che propone a Mina di cantare Il cielo in una stanza, grande successo della stagione, primo di una lunga serie. Nel 1961 ha inizio il connubio con Ornella Vanoni, per cui in quegli anni scrive altri capolavori, come Senza fine (1961) e Che cosa c’è (1963). Del 1963 è anche Sapore di sale, arrangiata da Ennio Morricone. Tra i molti successi: Una lunga storia d’amore, Ti lascio una canzone, Questione di sopravvivenza, Averti addosso, Matto come un gatto, Cosa farò da grande, Quattro amici.
Tradotto e interpretato in tutto il mondo, ha adattato canzoni di cantautori francesi, tra cui Ne me quitte pas di Jacques Brel. Come talent scout, scopre e lancia Lucio Dalla (allora clarinettista jazz) e Fabrizio De André (che convince a cantare). Tra le collaborazioni, Sergio Endrigo, Luigi Tenco e Zucchero, con cui è autore di Come il sole all’improvviso e Con le mani.

Danilo Rea

Tra i massimi pianisti jazz a livello internazionale, ha suonato con alcuni tra i più grandi musicisti, tra cui Chet Baker. È stato in tournée con Rino Gaetano e Cocciante e ha collaborato con Mina, Modugno, Pino Daniele, Renato Zero, Baglioni. Con Gino Paoli ha inciso Due come noi che…

Ernesto Galli Della Loggia

Lunedì 20 Marzo
Teatro Filarmonico – ore 21

Ernesto Galli della Loggia

Serata

Napoleone eroe romantico

Les philosophes, le Code, l’encyclopédie, le chic et le charme.
La visione di Hegel dello spirito del mondo avanzante su un cavallo bianco.
Irrompe la musica, l’arte si schiera, la letteratura decolla sull’ottovolante emotivo di Stendhal.
Il condottiero omerico e il piccolo snob assisi tra due secoli “l’un contro l’altro armato”.
Il profugo Corso fa sobbalzare il corso della Storia.
La volontà di potenza divampante sotto il cielo di Austerlitz.
Uscita di scena dai tocchi byroniani. L’enormità del sogno si compie nell’inalienabile vocazione al fallimento.

Dialoga: 
Alcide Marchioro

Interventi musicali:
Maximilian Trebo – pianoforte

Bio

Storico delle idee e filosofo della storia, editorialista di punta del Corriere della Sera, è uno dei più prestigiosi intellettuali italiani, tra i più originali e incisivi protagonisti del dibattito pubblico.
Ricercatore alla Fondazione Einaudi tra il 1970 e il 1972 con la guida di Leo Valiani e Norberto Bobbio, diviene professore di Storia economica all’università di Siena e di Storia dei partiti e dei movimenti politici all’università di Perugia. Dal 2005 al 2007 è preside della facoltà di Filosofia dell’università Vita-Salute San Raffaele, attualmente è professore di Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, in cui è direttore del dottorato di ricerca in Filosofia della storia.
Studioso e interprete del pensiero di John Locke e Alexis de Tocqueville, a metà degli anni ottanta dirige il mensile Pagina e nel 1995 fonda la rivista Liberal, diretta fino al 1998, punto di riferimento della riflessione sul riformismo liberale italiano.
Negli anni novanta si afferma tra i maggiori opinionisti italiani come editorialista del Corriere della Sera.
Tra le sue pubblicazioni, classici contemporanei sull’origine culturale dei nostri sistemi politici: La politica e l’integrazione mitico-simbolica; Modus vivendi; La morte della patria; Miti e storia dell’Italia unita; Pensare l’Italia; Credere, tradire, vivere; L’identità italiana.
Analista delle dinamiche delle società occidentali tra i più considerati a livello internazionale, è membro del Comitato direttivo della Fondazione Italia USA.

Matteo Garrone

Lunedì 27 Marzo
Teatro Filarmonico – ore 21

Matteo Garrone

Serata

Gomorra

L’etimologia della realtà nell’antropologia surreale del quotidiano.
Osservazione concreta e sguardo visionario, pittorici realismo e simbolica astrazione nella spettacolare radiografia delle ossessioni.
Neorealismo e Pasolini, lo stile di un’indagine spregiudicata spalanca scenari di ordinaria apocalisse.
Dal reality al volo allucinatorio del fantastico, la dimensione poetica della stravaganza nella contraddizione della normalità.
Sopravvivere al talento è soccombere alla passione, e viceversa.

Dialoga:
Marco Ongaro

Bio

Considerato il massimo erede della tradizione del Neorealismo, è tra i migliori registi della nuova generazione a livello internazionale, vincitore per 2 volte del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, di 5 European Film Awards, 5 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, 2 Globi d’oro, 3 Ciak d’oro.
Appena ventottenne, nel 1996, ottiene il Sacher d’oro per il cortometraggio Silhouette, che diviene episodio del suo primo lungometraggio Terra di mezzo. Il secondo film, Ospiti, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia, mostra già il suo peculiare metodo di lavorazione: riprese in ambienti reali, uso della cinepresa a spalla e del sonoro in presa diretta, attori non professionisti. La stessa poetica è espressa in Estate romana, sulla città alla vigilia del Giubileo.
Il successo arriva nel 2002 con L’imbalsamatore, con cui ottiene un David di Donatello. Il film ricombina in modo originale gli elementi classici del noir, in bilico tra realismo e astrazione. Segue nel 2004 Primo amore, altro dramma su ossessioni e desideri.
Nel 2008 esce Gomorra, tratto dal bestseller di Roberto Saviano. È un successo internazionale: vince il Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes, oltre ai riconoscimenti come miglior film, regia, sceneggiatura, interpretazione maschile (a Toni Servillo) agli European Film Awards e la nomination al Golden Globe come migliore film straniero.
Nel 2012 gira Reality, commedia grottesca sui reality show con cui vince nuovamente il Grand Prix della Giuria a Cannes. Nel 2015 dirige Salma Hayek ne Il racconto dei racconti – Tale of Tales, vincitore di 7 David di Donatello.

Alessandro Piperno

Lunedì 24 Aprile
Teatro Filarmonico – ore 21

Alessandro Piperno

Serata

Anna Karenina

“E io chi sono, sono io o sono un’altra?”
Nella tragedia eterna dell’amore, l’ironia della sorte si conferma una figura femminile.
Senza fretta, ma senza tregua, la vitalità abbaglia di riflessi la vita altrui.
L’attesa e l’assenza: apparizioni e sparizioni tra gli sguardi incrociati degli ammiratori.
Il desiderio dei desideri, la malinconia.
L’arte del romanzo è qui per essere dov’è lei.

Bio

Tra i più acuti, ironici e originali critici letterari, editorialista del Corriere della Sera, è autore di romanzi tra i più espressivi e brillanti della nostra epoca, che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Strega e il Prix du Meilleur livre étranger.
Professore di letteratura francese, pubblica i saggi Proust antiebreo e Il demone reazionario – Sulle tracce del Baudelaire di Sartre. Nel 2005, a trentatré anni, l’esordio alla narrativa con il romanzo Con le peggiori intenzioni, caso letterario dell’anno con oltre duecentomila copie vendute in pochi mesi, vincitore del Premio Viareggio e del Premio Campiello opera prima, definito “una nuova comédie humaine, il romanzo borghese politicamente scorretto del nostro tempo”.
Nel 2010 pubblica Persecuzione, prima parte del dittico Il fuoco amico dei ricordi; nel 2012 la seconda parte Inseparabili, vincitore del Premio Strega. Del 2013 è la raccolta di saggi Pubblici infortuni, su grandi protagonisti della storia letteraria e la loro vicinanza alla nostra vita emotiva.
Nel 2016 esce Dove la storia finisce, romanzo in cui torna a dar voce, con consueti humor e stile, “ai silenzi familiari, alle ipocrisie sociali, alle ambizioni ferite”. Tra gli articoli pubblicati su La Lettura del Corriere della Sera nel 2016, quattro saggi su alcuni dei massimi romanzieri, Stendhal, Flaubert, Tolstoj, Proust.

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