RASSEGNA 2018

Il riflesso del tempo

il Novecento

  • Un classico è uno specchio essenziale: riflette l’anima di tutti i tempi che attraversa

“Gli specchi farebbero bene a riflettere prima di rimandarci la nostra immagine”.
Se “la serietà è il riflesso della rinuncia”, il tempo è uno specchio prensile che moltiplica l’irriverenza della discontinuità.
Il Doppio, mostrando se stesso, si ritrae.
Il Secolo Breve è abbastanza lungo da non essere ancora concluso. Nell’irrompere dell’”immagine del mondo come immagine”, arte e musica, cinema e televisione hanno riflessi abbastanza pronti da impedire allo specchio d’infrangersi.
L’immagine rimandata è una falla su una dimensione parallela, minimale e eccessiva, vagamente tragicomica, in surplace tra cultura e spettacolo.

Alessandro Baricco

Lunedì 29 Gennaio
Teatro Filarmonico – ore 21

Alessandro Baricco

Serata

Le invenzioni barbariche

“Dovette succedere così negli anni benedetti in cui, per esempio, nacque l’Illuminismo, o nei giorni in cui il mondo tutto si scoprì, d’improvviso, romantico. Non erano spostamenti di truppe, e nemmeno i figli che uccidevano i padri. Erano dei mutanti, che sostituivano un paesaggio a un altro e lì fondavano il loro habitat”.
Indagine sull’anima e le forme di una migrazione intellettuale annunciata, a dieci anni dal surfing multitasking, su sovversive orme digitali, lungo le rotte intraprese sulla superficie di mappe capovolte.
“Non c’è confine, non c’è civiltà da una parte e barbari dall’altra: c’è solo l’orlo della mutazione che avanza, e corre dentro di noi”.

Bio

Romanziere, narratore teatrale, giornalista, saggista, critico musicale, sceneggiatore, regista: originale, acuto, sagace, ironico, è tra i più brillanti ed eclettici artisti e intellettuali italiani.
Laureato in filosofia con Gianni Vattimo, collabora molto giovane a Repubblica e La Stampa e pubblica i suoi primi libri, due saggi di argomento musicale: Il genio in fuga e L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin. Lavora anche in televisione: nel 1993 l’esordio con L’amore è un dardo sull’opera lirica; nel 1994 è ideatore e conduttore di Pickwick: in onda la domenica sera su Rai3, diventa subito un cult, programma di insuperato successo sulla letteratura.
Gli anni ‘90 sono quelli della grande affermazione internazionale come romanziere: fin dall’esordio con Castelli di rabbia, e poi Oceano mare, Seta, City, Senza sangue, Questa storia, Emmaus. Tra gli altri successi letterari: il racconto Novecento; le raccolte di articoli Barnum e Una certa idea di mondo; il saggio I barbari, analisi sulla mutazione antropologica che stiamo vivendo.
Si dedica anche al teatro e al cinema. Del 1998 è Totem, spettacolo di narrazione di opere letterarie, del 2014 le Palladium Lectures. Nel 2016 è autore e interprete di Palamede, l’eroe cancellato e delle Mantova Lectures; nel 2017 porta in scena Steinbeck, Furore. Al cinema escono la trasposizione di Novecento e Seta, di cui è sceneggiatore. Nel 2008 l’esordio alla regia con Lezione ventuno.
Ha fondato e dirige la Scuola Holden, a Torino, dove si studiano tecniche della narrazione con approccio multidisciplinare.
Ultimi romanzi pubblicati: Mr Gwym, Tre volte all’alba, Smith & Wesson, La Sposa giovane.

Mario Brunello

Lunedì 26 Febbraio
Teatro Filarmonico – ore 21

Mario Brunello

Serata

Chaplin, immagini musicali e sonorità visive

(concerto con racconto)

Il poeta visionario tesse canti preziosi di figure e armonie su nitrato d’argento.
Quando il cinema era muto, la musica era il dialogo tra immagini e trama.
Sinestesia d’autore.

Mario Brunello – violoncello
Massimo Somenzi – pianoforte

Sequenze filmiche:
Francesco Lopergolo

Narratore:
GIANNI CANOVA

Bio

Tra i migliori violoncellisti al mondo, è il primo artista italiano a vincere il Concorso Čajkovskij di Mosca, che lo proietta sulla scena internazionale. Invitato dalle più prestigiose orchestre (London Philharmonic, Filarmonica della Scala, NHK Symphony di Tokyo), si è esibito con grandi direttori (Zubin Mehta, Riccardo Muti) e ha collaborato con celebri artisti, tra cui Martha Argerich, Frank Peter Zimmermann, Maurizio Pollini. Si esibisce anche nel doppio ruolo di solista e direttore.
Ideatore di progetti che coinvolgono diverse forme d’arte, sperimentate nello spazio Antiruggine, collabora con artisti come Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Vinicio Capossela.
La sua ampia discografia, distribuita a livello internazionale, include opere dei maggiori compositori classici e contemporanei. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado e Egea Records gli ha dedicato la collana Brunello Series che include le Suites di J.S. Bach. Tra le sue pubblicazioni, Fuori con la musica, Silenzio, Interpretare (con Gustavo Zagrebelsky).
Accademico di Santa Cecilia, suona un prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento.

Gianni Canova

Tra i più prestigiosi e noti critici cinematografici, è professore di Storia del cinema e prorettore dello Iulm, editorialista del domenicale del Sole 24 Ore, critico cinematografico di Sky Cinema, in cui è autore e conduttore del programma Cinemaniaco. Direttore di riviste e autore di molte pubblicazioni, tra cui il volume sul cinema dell’enciclopedia Garzanti, ha collaborato con Rolling Stone, Vogue, Repubblica e Corriere della Sera.

Philippe Daverio

Sabato 10 Marzo
Teatro Filarmonico – ore 21

Philippe Daverio

Serata

Ornamento e Delitto

Dai riflessi emanati dal Palazzo della Secessione Viennese, bagliori dirottati sulla funzionalità e l’utilitarismo.
Culti modernisti e artigianato Bauhaus sferragliano dalle Officine Fagus. A scuola, in anticipo, con Gropius, Mies van der Rohe, Klee, Kandinsky.
“Dai cuscini per il sofà alla costruzione della città”.
Pilastri, tetti-giardino e finestre a nastro “Le Corbusier” tracciano linee libertarie di un’estetica razionalista.
Dall’”Uomo senza qualità” alla “città vivente”, una visione demiurgica dell’ambito terrestre.
Il pianeta è un cantiere dove si ridisegna l’assetto della vita.
“La forma è davvero uno scopo”.

Bio

Istrionico, intuitivo, di grande cultura e personalità, è il più estroso e originale storico e critico d’arte, con una capacità di connessione tra i diversi ambiti culturali senza eguali nel panorama contemporaneo.
Nato in Alsazia, dopo aver conseguito il baccalaureato francese compie gli studi universitari alla Bocconi. Mercante d’arte, fonda e dirige gallerie a Milano e New York ed è editore di libri di critica e documentazione artistica. Assessore alla cultura e alle relazioni internazionali del Comune di Milano dal 1993 al 1997, promuove mostre di grande successo.
Collaboratore di numerose riviste, direttore di Art e dossier, scrive per il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni: Arte stupefacente: da Dada alla Cracking art; Il design nato a Milano: storia di ragazzi di buona famiglia; Il museo immaginato; Il secolo lungo della modernità; Guardar lontano Veder vicino; Il secolo spezzato delle avanguardie; Il gioco della pittura. Nel 2016 pubblica Le Stanze dell’armonia. Nei musei dove l’Europa era già unita, nel 2017 Ho finalmente capito l’Italia.
Dopo esser stato inviato della trasmissione Art’è e conduttore di Art.tu, per dieci anni su Rai3 è ideatore e conduttore della trasmissione Passepartout, brillante format di successo sull’arte, la storia e l’antropologia culturale. Ha condotto anche Emporio Daverio su Rai5 e Il Capitale di Philippe Daverio su Rai3.
Docente di Disegno Industriale all’università di Firenze, ha fondato il movimento d’opinione “Save Italy”, per sensibilizzare alla tutela del patrimonio culturale italiano. Dal 2014 è direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.

Aldo Grasso

Lunedì 26 Marzo
Teatro Filarmonico – ore 21

Aldo Grasso

Serata

Lo specchio dei sogni

Egemonia sottoculturale o cultura egemonica in Tv.
Miti e riti forbiti e ritriti.
La fabbrica dei sogni riflessa nei suoi prodotti.
Lo specchio catodico esprime la finzione della realtà.
Tutto ciò che è attuale si consuma e ciò che si consuma è attualità.
La sfilata dei nuovi modelli accende la scatola nera.

Bio

Principale critico televisivo, è tra i giornalisti italiani più letti e influenti, penna del Corriere della Sera più affilata e temuta. Autorevole critico della cultura e della società, alla dimensione dello storico affianca un’acutezza di giudizi capace di connettere le programmazioni televisive al complesso degli scenari culturali.
Dopo aver fondato cineclub con Tatti Sanguineti e Carlo Freccero, si occupa di televisione e diventa professore di Storia della radio e della televisione all’Università Cattolica di Milano; nel 1990 inizia a collaborare col Corriere della Sera, in cui si afferma come uno dei più noti e seguiti editorialisti con la rubrica “A fil di rete” e il forum online e la video-rubrica “TeleVisioni”.
È stato direttore della programmazione radiofonica della RAI e ha condotto la trasmissione “A video spento” che ha inaugurato la critica televisiva alla radio. Ha condotto anche programmi televisivi, tra cui “Tuttilibri”.
Tra le sue pubblicazioni: Storia della televisione italiana; Linea allo studio; La scatola nera della pubblicità; Schermi d’autore. Intellettuali e televisione; Che cos’è la televisione. Il piccolo schermo fra cultura e società; La Tv del sommerso; Fare storia con la televisione. L’immagine come fonte, evento, memoria; Televisione convergente. La Tv oltre il piccolo schermo; Buona maestra. Perché i telefilm sono diventati più importanti del cinema e dei libri; La nuova fabbrica dei sogni. Miti e riti della serialità televisiva americana.
Tra i vari premi e riconoscimenti, nel 2009 ha ricevuto il Premio giornalistico internazionale per la cultura.

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