Pupi Avati
Regista dell’incanto e della nostalgia, del pathos e della perfidia, della tenerezza e dell’ironia, è tra i più originali e apprezzati Maestri del cinema italiano.
Laureato in Scienze politiche a Bologna, sua città natale, tenta inizialmente una carriera nel jazz, come clarinettista di un gruppo di cui fa parte anche il giovane Lucio Dalla. Esordisce come regista alla fine degli anni sessanta con due horror grotteschi, fantasiosi e gotici. A metà degli anni settanta collabora alla sceneggiatura dell’ultimo film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma, e dirige, tra gli altri, La casa delle finestre che ridono, film culto del cinema dell’orrore. I primi anni ottanta sono quelli della svolta, in cui definisce il suo stile personale, minimalista e intimo, e sviluppa il tema a lui caro della “nostalgia dei ricordi”. Con la commedia crepuscolare e delicata Una gita scolastica vince il Nastro d’Argento come miglior regista. Seguono molti altri film di successo, tra cui Festa di laurea,Impiegati, Regalo di Natale, Storia di ragazzi e di ragazze (David di Donatello per la miglior sceneggiatura e Nastro d’Argento per la miglior regia), Festival (Nastro d’Argento come miglior regista), I cavalieri che fecero l’impresa, Il cuore altrove (David di Donatello per la migliore regia), Ma quando arrivano le ragazze?, La seconda notte di nozze, Gli amici del bar Margherita, Una sconfinata giovinezza. Nel 2011 è uscito il suo ultimo film, Il grande cuore delle ragazze.
Ha scritto un’autobiografia, Sotto le stelle del cinema, e presiede la Fondazione Federico Fellini.
