Umberto Galimberti

È tra i più prestigiosi, noti e influenti filosofi contemporanei, un autentico maître à penser.
Laureatosi con Emanuele Severino, poco più che ventenne si è trasferito a Basilea dove ha frequentato Karl Jaspers, di cui è uno dei più considerati studiosi e interpreti. È stato professore di antropologia culturale, psicologia dinamica e filosofia morale; attualmente insegna filosofia della storia all’università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 1985 è membro dell’International Association for Analytical Psychology, dal 2003 vicepresidente dell’Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica Phronesis.
Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, poi con la Repubblica, di cui è tra i principali editorialisti, con articoli di commento a temi d’attualità e con approfondimenti filosofici, antropologici e psicosociali. Tiene inoltre una rubrica epistolare molto seguita su D, l’inserto del sabato del quotidiano.
Tra le sue pubblicazioni, tradotte e distribuite a livello internazionale: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente; Linguaggio e civiltà; Il corpo; La terra senza il male. Jung: dall’inconscio al simbolo; Gli equivoci dell’anima; Il gioco delle opinioni; Parole nomadi; Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica; Orme del sacro; Le cose dell’amore; La casa di psiche; L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani; I miti del nostro tempo; Il segreto della domanda.
Nel 2012 ha pubblicato Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto. “Il cristianesimo ha perso la dimensione del sacro. È ancora in grado l’Occidente, e il cristianesimo che è la sua anima, di varcare le porte del nulla?”